Serie editoriale · 2 di 3

6 film sullo spazio per chi ama scienza, esplorazione e grandi domande

Lettura ~8 min Redazione Somto

Sei film che parlano di esplorazione, calcoli fatti bene, errori pagati cari e della testardaggine di chi vuole vedere cosa c'è più in là. Alcuni restano coi piedi per terra, e sono tra i migliori della lista.

Lo spazio al cinema funziona in due modi opposti. C'è il film che lo usa come scenografia — un fondale nero e qualche effetto speciale — e c'è il film in cui lo spazio è il problema: distanze che non perdonano, risorse che finiscono, decisioni da prendere con informazioni incomplete e nessuno a cui chiedere.

Questa lista sta tutta nel secondo gruppo, con un'idea larga di "spazio". Ci sono astronauti, e ci sono persone che in orbita non ci sono mai andate: chi faceva i calcoli, chi montava razzi in un cortile, chi in sala controllo doveva inventarsi una soluzione in poche ore.

Il filo che li tiene insieme è quello: esplorazione, scienza, sopravvivenza, collaborazione e il desiderio di superare un limite conosciuto. Alcuni sono rigorosi fino al dettaglio tecnico, altri usano la fisica come trampolino per parlare d'altro. È il motivo per cui vale la pena vederli insieme.

I sei film e cosa li rende diversi

Interstellar — quando la fisica diventa una questione sentimentale

La Terra sta diventando inabitabile e un ex pilota accetta di attraversare un wormhole per cercare un pianeta di riserva per l'umanità. Interstellar (2014) è il film più ambizioso della lista e anche il più divisivo: c'è chi lo considera l'apice del cinema spaziale contemporaneo e chi lo trova sbilanciato nella sua parte finale.

Christopher Nolan costruisce tutto attorno a un'idea concreta: la dilatazione temporale. Un'ora su un pianeta vicino a un buco nero può valere anni sulla Terra, e il film ti fa sentire quel prezzo invece di spiegartelo. Il risultato è che il concetto scientifico più astratto diventa la cosa più emotiva del film.

Per chi è: per chi vuole che un film sullo spazio parli anche di tempo, scelte irreversibili e distanza dalle persone. Da vedere con un buon audio: il sonoro è metà dell'esperienza.

Sopravvissuto - The Martian — il problema, un pezzo alla volta

Un astronauta viene creduto morto e lasciato su Marte. Da lì in poi The Martian (2015) è, essenzialmente, una lunghissima sessione di problem solving: acqua, cibo, energia, comunicazioni, con una scadenza che si avvicina.

Ridley Scott dirige il film più ottimista che si possa fare su una situazione disperata. Matt Damon tiene il tono leggero anche quando la situazione non lo è, e il vero protagonista finisce per essere il metodo: isola il problema, prova, sbaglia, misura, riprova. Ed è anche un film sorprendentemente corale, con mezza NASA e un'agenzia spaziale dall'altra parte del mondo che lavorano allo stesso rompicapo.

Per chi è: per chi ama la scienza applicata più della speculazione. È il titolo giusto se Interstellar ti sembra troppo filosofico.

Apollo 13 — l'improvvisazione più preparata della storia

Aprile 1970: un'esplosione a bordo trasforma una missione lunare in una corsa per riportare a casa tre uomini. Apollo 13 (1995) racconta una storia vera che tutti conoscono nel finale, e nonostante questo resta teso dall'inizio alla fine.

Ron Howard fa una scelta controcorrente: il centro del film non è l'equipaggio, è la sala controllo a Houston. Decine di persone che devono capire, con carta e regoli, come far rientrare una navicella danneggiata, e che a un certo punto devono risolvere un problema di filtri dell'aria con esattamente gli oggetti presenti a bordo. È il miglior film mai fatto sul lavoro di squadra sotto pressione.

Per chi è: per chi vuole tensione vera senza cattivi e senza spiegoni. Funziona benissimo anche con chi «la fantascienza non mi piace»: qui non c'è.

Il diritto di contare — chi faceva i conti che tenevano su tutto

Prima dei computer c'erano le "calcolatrici umane": matematiche che verificavano a mano le traiettorie della NASA. Il diritto di contare (2016) segue tre di loro — Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson — donne afroamericane che lavoravano al programma spaziale statunitense in piena segregazione razziale.

Il film alterna due tensioni: quella della missione e quella, quotidiana e umiliante, di dover camminare mezzo chilometro per usare un bagno. È diretto con tono luminoso, quasi da commedia, e questa è la sua forza: rende evidente quanto assurdo fosse l'ostacolo, senza trasformare la storia in un monumento.

Per chi è: per chi vuole ricordarsi che l'esplorazione spaziale è stata soprattutto un enorme lavoro collettivo, e che il talento tenuto fuori dalla porta è una perdita per tutti. Ottimo anche da vedere in famiglia.

L'ultima missione: Project Hail Mary — una missione sola contro il conto alla rovescia

Tratto dal romanzo di Andy Weir — lo stesso autore di The Martian — Project Hail Mary (2026) parte da un uomo che si sveglia a bordo di un'astronave senza ricordare chi è né perché si trovi lì, mentre a casa una minaccia sta spegnendo il Sole.

Rispetto agli altri titoli della lista è il più recente ed è arrivato con aspettative altissime, dovute in gran parte al libro. Condivide con The Martian lo stesso spirito — la scienza come strumento di sopravvivenza, l'umorismo come strategia per non impazzire — ma alza la posta: qui il problema non riguarda un uomo solo, riguarda tutti.

Per chi è: per chi ha amato The Martian e vuole la stessa logica applicata a una scala più grande. Se ti piace scoprire le cose insieme al protagonista, evita di leggere troppo prima di vederlo.

Cielo d'ottobre — lo spazio visto da un paese di minatori

1957: lo Sputnik passa nel cielo sopra una cittadina mineraria della Virginia Occidentale, e un ragazzo decide che costruirà razzi invece di scendere in miniera come suo padre. Cielo d'ottobre (1999) racconta la storia vera di Homer Hickam, che quei razzi li ha costruiti davvero e alla NASA ci è poi arrivato.

È il film più piccolo e più caldo della lista, con un giovanissimo Jake Gyllenhaal. Non ci sono navicelle né effetti speciali: c'è un cortile, qualche tubo di metallo, una biblioteca e un padre convinto che il figlio stia perdendo tempo. Il conflitto vero è tra un destino già scritto dal posto in cui sei nato e la testardaggine di provare comunque.

Per chi è: per chi vuole la parte umana della corsa allo spazio, quella di chi guardava in su da molto lontano. Ottimo per una serata tranquilla.

Scientifici o filosofici: due strade diverse

Se metti i sei titoli su una linea, da un lato hai la scienza come metodo e dall'altro lo spazio come specchio delle nostre domande:

  • Rigore e problem solving → The Martian, Apollo 13, Il diritto di contare
  • Speculazione e grandi domande → Interstellar
  • Via di mezzo, con la scienza al servizio della storia → Project Hail Mary
  • La spinta prima della scienza, cioè il desiderio → Cielo d'ottobre

Un ordine che funziona bene, se vuoi vederli tutti: parti da Apollo 13 per capire il contesto storico, prosegui con Il diritto di contare e Cielo d'ottobre per il lato umano, poi passa a The Martian e Project Hail Mary, e chiudi con Interstellar quando hai una serata intera e nessuna fretta.

Confrontarsi dopo la visione

I film spaziali sono tra i più discussi in assoluto, e non solo per gli errori scientifici: quasi sempre c'è un bivio narrativo su cui le persone si dividono. Interstellar, da questo punto di vista, è una miniera di discussioni.

Su Somto puoi tenere in ordine la watchlist con i titoli che ti mancano, votare quelli già visti e vedere i voti di chi segui prima di scegliere. E se ti va di metterti alla prova, c'è anche un quiz su film e serie TV con cui sfidare gli amici.

Domanda per te: preferisci le storie spaziali più scientifiche o quelle più filosofiche? E soprattutto — c'è un film sullo spazio che qui manca e che avresti messo al posto di uno di questi?

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